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Lezione: Open Triads Etude Giant Steps

A lezione con Christian Mascetta
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L’esercizio da me proposto pone l’attenzione sull’utilizzo delle triadi aperte o meglio conosciute come triadi late. Le triadi late sono costituite da tre note, ove una delle quali si troverà nell’ottava superiore o inferiore, creando di conseguenza intervalli molto ampi.

Per esempio analizziamo le note di una triade semplice: C : Fondamentale E : Terza Maggiore G : Quinta Giusta

Se volessimo trasformare la suddetta triade in forma lata, potremmo ad esempio portare il Mi all’ottava superiore, ottenendo così una decima!

In questo caso abbiamo la terza maggiore (ovvero la decima) al canto. Essendo la chitarra uno strumento molto geometrico, si possono ottenere molteplici diteggiature della stessa triade su tutta la tastiera.

 

 

Cosi come per le triadi in forma base, possiamo ottenere rivolti anche in forma lata.

Questo è un esempio di primo rivolto, con la quinta (ovvero la dodicesima) al canto.

 

 

 

Qui invece abbiamo un secondo rivolto, con l’ottava (ovvero la quindicesima) al canto.

Ovviamente si tratta di espandere l’argomento su tutte le tipologie esistenti di triadi. Il lavoro che ho svolto su Giant Steps è l’esaltazione più estrema di questo concetto.

In alcuni casi ho applicato anche delle sostituzioni suonando di conseguenza le triadi late dei nuovi accordi sostituivi, oppure aggiungendo movimenti di voci che creano colori e varianti armoniche.

Grazie all’inversione delle triadi (i rivolti per intenderci) otteniamo sempre note al basso differenti, che non esaltano ovviamente quella che sarebbe la fondamentale dell’accordo originale, ma ne fanno intendere la percezione. Tutto quello che si crea è basato su un aspetto percettivo ed inevitabilmente logico.

 

Quando ascoltiamo l’esecuzione non sentiamo gli accordi originali di Giant Steps, ma abbiamo una percezione esatta di tutti i cambi, grazie alla scelta delle famose “Chord Tones” (ovvero le note forti delle triadi), enfatizzandone ulteriormente le estensioni e le alterazioni. Perché è importante questo tipo di studio? L’obiettivo non è quello di imparare meccanicamente l’esercizio, bensì di acquisire consapevolezza nell’utilizzo delle triadi late.

Premesso che è ancor prima fondamentale avere una giusta padronanza delle triadi in forma semplice, le triadi late ci consentono di imparare a visualizzare in modo rapido le note scheletro dell’accordo anche ad intervalli molto ampi.

Da un punto di vista sonoro abbiamo un spettro intervallare molto più pieno di armoniche rispetto ad un accordo a parti strette. Questo tipo di approccio è molto efficace anche nell’improvvisazione, cercando di guardare anche le note più distanti, in modo tale da poter avere una perfetta lucidità e prontezza nel ricadere sempre sulle note forti degli accordi. Buono Studio.

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