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Interviste

Intervista ad Umberto Fiorentino

Conosciamo un pò più da vicino uno dei più grandi esponenti della chitarra Jazz in Italia
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Oggi siamo in compagnia con un gigante della musica Jazz in Italia, di sicuro non ha bisogno di presentazioni e siamo lieti di poterlo conoscere maggiormente: Umberto Fiorentino.

OnlineGuitar: Buongiorno Umberto grazie del tuo tempo! Ci vuoi raccontare cosa ti ha mosso ad iniziare a suonare la chitarra e quali studi hai affrontato negli anni?

UF: Ho iniziato per caso, complice un pomeriggio di noia passato tanti anni fa con alcuni miei amici. Qualcuno, non ricordo chi, ha proposto di fare un “complesso”, all’epoca i gruppi si chiamavano così. Nessuno di noi suonava, ciascuno ha scelto quale strumento suonare, io avrei voluto l’organo elettrico, ma a casa mi hanno risposto che non se ne parlava. Ho ripiegato sulla chitarra, una classica con le corde in metallo, undicimila lire nuova. Da lì è iniziato tutto il resto.

Passato un periodo a suonare canzoni e poi a provare a suonare Hard Rock ho cercato qualcuno che mi insegnasse qualcosa ma non sono riuscito a trovare nessuno. Le uniche due lezioni che ho mai preso furono di chitarra classica ma non ce l’ho fatta a proseguire, non era per me, almeno in quel momento. Ho studiato per conto mio dopo aver finito il liceo, avevo già iniziato ad ascoltare il jazz rock e qualcosa di Jazz più tradizionale. Frequentando altri miei coetanei con la mia stessa passione è stato più facile capire cosa fare. Più tardi, quando altri chiedevano di studiare con me, ho analizzato quello che facevo per poterlo trasmettere. È qualcosa che faccio ancora adesso.

OnlineGuitar: Oltre ad essere un grande musicista sei da anni impegnato nella didattica, cosa ne pensi oggi di chi vuole intraprendere un lavoro con la musica? Che studi deve fare e come? E che possibilità ci sono oggi per un musicista di emergere sia nella vita reale che nel web? Ci sta talmente tanta offerta che sembra davvero difficile eppure i ragazzi che frequentano i conservatori o le scuole private sono ancora molti, che consigli ti senti di dare?

UF: Ora è tutto diverso, chiunque abbia voglia di imparare ha tutta la conoscenza a portata di mano, a casa sua davanti a un computer, con un maestro, una scuola o in un conservatorio. Se ci si affida a qualcuno bisogna avere la capacità di capire se può darti quello che ti aspetti. Senza però avere la presunzione di giudicare frettolosamente. A tutti i miei allievi consiglio comunque di mantenere uno spirito da autodidatta parallelamente a quello che deve avere un buon allievo.

Per quanto riguarda il lavoro in questo momento non è facile dare consigli, la situazione economica e culturale del nostro paese la conosciamo. Ma non sarà sempre così. Se si ha una forte passione bisogna fare quello che si ama senza fare troppi calcoli. È una scommessa. Come quella che porta a fare una scelta diversa. Il chitarrista o l’avvocato, il commerciante o l’imprenditore non sono strade che ti assicurano oggi una riuscita sicura. Se ci metti tutto te stesso hai delle possibilità in più. L’unica cosa da fare è impegnarsi al massimo per diventare forte, e capire strada facendo se davvero sei portato per quella strada. Restando alla musica lo studio non dovrebbe essere una fatica ma una necessità dell’anima, un bisogno insopprimibile.

OnlineGuitar: Studiare è sicuramente un aspetto molto importante della chitarra ma poi alla fine come fa un ragazzo a trasformare il suo potenziale in musica? Che qualità e/o sensibilità si deve avere oggi per essere un musicista?

UF: I musicisti che conosco che hanno saputo affermarsi economicamente sfruttando il proprio talento musicale non sono molti. Mi riferisco a chi con la musica ha fatto molti soldi. Tutti loro hanno qualità imprenditoriali e alcune volte addirittura politiche, cose dalle quali sono stato sempre molto lontano.
Chi ha queste capacità e suona bene non trova difficoltà. Anche in mancanza di questo bisogna però darsi da fare, uscire, andare ad ascoltare gli altri, essere gentili e corretti; la musica è stare insieme. Nessuno vuole lavorare con uno stronzo vicino.

OnlineGuitar: Quali sono i progetti a cui stai lavorando in questo momento? Hai novità in uscita?
UF: Nessun progetto e tutti i progetti. Prima o poi andrò a registrare qualcosa a mio nome, anche se lo dico sempre e non lo faccio da anni.

OnlineGuitar: Il tuo modo di suonare richiede un suono particolare della chitarra, da cosa è composto? Come ce lo descriveresti a parole?

UF: Credo di essere in buona compagnia: cerco il suono che ho in testa, e più o meno riesco a ottenerlo con una strumentazione di volta in volta diversa. Ciò non toglie che se posso scegliere suonerò con la tale chitarra e con quelle corde e con quel plettro, con l’amplificatore al quale hai cambiato le valvole con quelle che dico io, con i pedali che andranno regolati in quel modo etc etc. Sono maniacale e patologico in questo, ma so che non è quello che mi fa a tirare fuori il suono che cerco. Può solo aiutarmi ad avvicinarmici.

OnlineGuitar: Dopo tanti anni passati ad ascoltare musica e a suonarla, cosa ti da ancora la carica e la spinta come la prima volta che hai imbracciato la tua sei corde?

UF: Non è come la prima volta. Certe volte non ne ho proprio voglia e non suono affatto per lunghi periodi, altre mi ci trovo dentro con una passione molto più forte rispetto al passato. Credo proprio che certe volte la musica comandi molto più di noi.

Grazie ancora del tuo tempo
A presto

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