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Ignite Amps bundle parte 1 (demo + presets ritmica)

A cura di Federico Albanese
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In questo articolo desidero mostrare quanto sia semplice, rapido ed efficace ottenere un suono appagante sfruttando unicamente dei plugin gratuiti.

Ho scelto di utilizzare i prodotti già recensiti su questo portale della Ignite Amps ed impiegando sempre la stessa catena di effetti: TSB-1 tyrant screamer come overdrive, Emissary come amplificatore, NadIR per gli IR già presenti nel plugin (eccezion fatta per un generico delay dopo l’emissary sulla chitarra lead).

Il brano che ho realizzato ricerca le sonorità metal più moderne, per le quali i plugin della Ignite brillano.
Là dove il suono della ritmica è molto specifico per il genere, quello utilizzato nella traccia lead è molto semplice da modellare ed adattare anche per ambiti diversi una volta capito come gestire i diversi parametri.

Le due tracce dedicate alla ritmica sono pannate 100% L e R, mentre quella lead è pannata al centro.
La chitarra utilizzata è una Esp HFR NT8B, la cui ottava corda è generalmente considerata difficile da far suonare in maniera intellegibile: vederemo invece insieme quanto possa essere semplice (e divertente) darle il suono aggressivo e definito che desideriamo.

In questo articolo ci concentreremo sulla traccia ritmica, la più complessa da realizzare in modo che tutte le note siano sempre intellegibili all’interno di un mix (specialmente le più gravi).

Vediamo immediatamente i presets!


Qualora stessimo usando un solo canale del mixer per creare il suono di entrambe le nostre tracce impostiamo subito lo switch sulla destra verso la voce s (stereo).

Lo scopo di questo overdrive all’inizio della catena di segnale è quello di modellare il nostro suono prima che raggiunga gli stadi di gain dell’amplificatore, pulendo un pochino i bassi, enfatizzando i medi alti e mettendo in risalto l’atacco del plettro sulle corde: ci libereremo così di tante frequenze inutili (abbiamo tutti a mente il tipico e sgradevole suono impastanto) e sarà molto più semplice suonare i nostri riff rendendo ogni nota intellegibile.

Impostiamo il drive al minimo (consiglio sempre una punta sopra lo zero assoluto) ed il level al massimo(livello del segnale di uscita), così da far arrivare più segnale in ingresso del nostro amplificatore ed ottenere più spinta dalle valvole del pre (o almeno dalla loro controparte digitale!).

Pensiamo ora a due parametri cruciali: tone e sweep. Non esiste un valore fisso utilizzabile in ogni contesto e da ogni musicista, in linea di massima, cercando un buon attacco del plettro e l’enfasi delle frequenze medio alte entrambe le manopole si troveranno fra la metà ed il massimo della loro escursione.
Regoliamo prima lo sweep, cercando di dare più chiarezza al nostro suono, per poi passare al tono e dar valore all’attacco del nostro plettro. Esageriamo con questi valori e la chitarra avrà un suono molto sgradevole e gracchiante. Un’altra strategia è di partire da livelli estremi e di ridurli gradualmente fino a quando non saremo soddisfatti.

Entrambi i metodi possono risultare molto efficaci, il mio consiglio è di provare con entrambi fino a quando non saremo soddisfatti dell’effetto finale.

Impostiamo il plugin su stereo, in basso a destra.

Nel pannello frontale selezioniamo il canale high gain.

Grazie al lavoro del nostro TSB non avremo bisogno di moltissimo gain e buona parte dell’eq che cerchiamo sarà già fatta.

Liberiamoci ancora di un po’ di bassi e scarichiamo appena appena i medio bassi.
Puntiamo in alto lo switch shape relativo ai medio alti (che non sarà necessario variare avendo già usato lo sweep del TSB per regolarli) e giochiamo un po’ con gli alti: un valore maggiore crea l’illusione di avere più gain e botta, tuttavia rischiamo di finire con un suono zanzaroso e difficilmente gestibile a livello di rumore, è bene essere morrigerati.

Passiamo ora agli ultimi controlli: recuperiamo con il valore depth un po’ dei bassi di cui ci eravamo liberati (avremo un suono più profondo specialmente sulle note singole senza finire col renderlo impastato), mentre regoliamo il presence in modo da conferire un suono più aperto ed arioso alla nostra chitarra: non abbiate paura di esagerare, ce ne occuperemo poi con il NadIR.

Ben poco da dire sul pannello posteriore, ho scelto le valvole KT88 per la loro estrema definizione sui bassi ma nulla vieta di ricorrere alle più ricche 6L6 o alle EL34.

Impostiamo il plugin su dual mono in basso a destra (ricordiamo che stiamo utilizzando un solo canale per entrambe le tracce).

Veniamo ora al NadIR: gli impulsi SNH 441U center e SHR SM57 off axis erano quelli che, combinati fra loro, risultavano più appaganti in questo contesto, ma vale la pena di provare sempre tutte le combinazioni.

Regoliamo ora i filtri hi pass e lo pass.

Con il primo, tagliamo le frequenze basse che appesantiscono ed attufano il mix. Non esiste una regola precisa, e molto del lavoro è già stato svolto in precedenza, vediamo questo ultimo valore come uno strumento di precisione per pulire definitivamente il nostro suono.

Ho impostato i due valori lasciando più bassi all’impulso SNH 441U poichè li trovavo più piacevoli e definiti, meno sgranati.

Con il secondo sbaraziamoci di tutte le frequenze eccessive fra gli alti (che verranno occupate da altri strumenti) e restringiamo il campo d’azione del nostro suono verso i medi.
Il taglio che effettuiamo attraverso questo controllo non è netto, i 6.0KHz non saranno il valore della frequenza più alta che resterà del nostro suono (cosa che accadrebbe con il famoso brickwall), ma che da qui le frequenze alte si attenueranno progressivamente (ecco perchè non dobbiamo aver paura di esagerare con la presence nell’amplificatore, difficilmente risulterebbe eccessiva).

Per questa prima parte è tutto, al prossimo appuntamento con i presets della traccia lead!

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