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Cosa sono i Plugin Audio

A cura di Federico Albanese
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Sono molti i termini che, di pari passo alla diffusione delle tecnologie audio digitali, hanno ritagliato un loro spazio nella quotidianità di chi lavora in questo mondo, ma uno regna sovrano su tutti: plugin.

Lo seguono molte altre voci relative allo stesso ambito come VST, Stand Alone, AAX e via discorrendo…

Di primo impatto possono sembrare disarmanti, poco intuitivi (spesso lo sono!) e lasciare un gran senso di confusione.
Vediamo insieme quali sono le voci più comuni, cosa rappresentano e in che ambito impiegarle.

Cominciamo subito!

Che cos’è un Plugin?

Un plugin è un software non autonomo che interagisce con un altro software aggiungendo o estendendo alcune funzionalità (le estensioni dei browser con cui tutti abbiamo familiarità sono un ottimo esempio).

Nell’ambito dell’audio digitale, ci si riferisce genericamente con plugin a tutti quei software che aggiungono delle funzionalità ad una DAW (come Cubase, Pro Tools, Reaper, Fl Studio e via discorrendo).

Supponiamo di voler registrare la nostra chitarra in formato DI, così da poter lavorare successivamente sul suo suono in fase di mixing. Sarà sufficiente aprire nella nostra DAW un plugin che emuli un amplificatore ed uno per la cassa e potremo così avere la risposta di un suono di chitarra reale.

Immaginiamo ora di voler dare più saturazione e sustain al nostro suono, basterà aprire il plugin di un overdrive prima dell’amplificatore (proprio come faremmo con una reale catena di effetti) ed il gioco sarà fatto.

Esistono plugin per tutti i tipi di effettistica, per gli amplificatori, per i cabinet, per il mixing e per il mastering, e molti di essi rappresentano la controparte di attrezzatura analogica.

Ogni DAW, generalmente, viene rilasciata con una serie di plugin già disponibili. Qualora non fosse presente ciò che stiamo cercando, o se intendiamo ricercare un suono o un effetto specifico, sarà sufficiente ricercare il plugin di nostro interesse da un altro produttore, integrarlo nella nostra DAW e saremo pronti a sfruttarne tutte le potenzialità.

I plugin sono disponibili in diversi formati (molte delle cui sigle suoneranno senza dubbio familiari), fra i più noti ricordiamo

  • VST
  • AAX
  • Audio Units
  • RTAS
  • Standalone


VST

Il formato più comune e popolare, realizzato da Steinberg nel 1996 ed acronimo per Virtual Sound Technology.

Giunti alla loro terza generazione (VST3), vantano rispetto alle precedenti un impiego di CPU decisamente inferiore, la possibilità di non essere più limitati ad un numero prestabilito di inputs ed outputs e una maggiore capacità di processare informazioni relative all’articolazione delle note.

Possono essere utilizzati su tutte le principali DAW ad eccezione di Pro Tools e Logic Pro, e lavorano sia su sistemi operativi Windows che macOS.

AAX

Formato realizzato da Avid per i suoi plugin audio e video, acronimo di Avid Audio eXtension.

Attualmente è il formato impiegato da Pro Tools,  compatibile sia con Windows che macOS.

Audio Units

Formato non disponibile per Windows e default per Logic Pro, viene spesso abbreviato in AU.

Oltre che nelle DAW è il formato impiegato anche per software di post produzione audio come Final Cut o Main Stage.

Al di là di Logic è compatibile anche con altre DAW come Reaper e Ableton ma sempre ed esclusivamente per macOS ed iOS.

RTAS

Acronimo di Real Time Audio Suite, è il predecessore di AAX, ed è impiegato dalle vecchie generazioni di Pro Tools.

Standalone

Con questo termine facciamo riferimento a quei plugin per i quali è disponibile una versione che non necessita di alcuna DAW per essere aperta.

Si tratta spesso di software dedicati all’amplificazione, alcuni dei più celebri sono prodotti da Neural DSP, BIAS, JST.

64 o 32 bit?

Con 64bit e 32bit si fa riferimento a due architetture differenti con le quali possono essere sviluppati e fatti funzionare i software.

Sceglieremo se usare plugin a 64bit o 32bit in relazione al processore che utilizza il nostro pc ed il sistema operativo che abbiamo installato (ricordiamo che su processori a 64bit possono girare sistemi operativi a 32bit ma non viceversa).

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