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Con questo nuovo groove si va alle radici del funk, diretti a quello che viene considerato il padre del genere: il grandissimo James Brown e di conseguenza al suo primo chitarrista Jimmy Nolen.
Nolen è stato un vero pioniere per questo stile ed in questo esempio di chiara ispirazione al suo playing, cercheremo di ricrearne il sound.

Tutto il giro è basato semplicemente sull’unico accordo di E7, alternando linee con note singole ad accordi a due o tre voci, sviluppandosi con la logica della domanda e risposta su una coppia di battute. Nella prima troviamo sempre la stessa parte, nella seconda la risposta che cambia in fasi alterne.

In generale attenzione alle ghost notes fondamentali per dare il giusto tiro al groove. Come, ad esempio nella BATTUTA 2 durante il passaggio cromatico, in modo da conferire il giusto effetto percussivo/staccato alle note. Nella BATTUTA 1 da notare l’uso del tritono per sottolineare l’accordo di E7. Ricorda! Il più delle volte bastano poche note per arrivare dritti al punto!

Interessanti i voicing a tre note alla fine della BATTUTA 6. Vanno a “colorare” e “muovere” l’armonia basata solo su un accordo. Nella prima triade troviamo nell’ordine la 3, 7 e 9, nella seconda un rivolto della prima, mentre nell’ultima abbiamo la 7, #9 e la 13. Molto simile è quello che accade nella BATTUTA 8, con l’aggiunta delle prime tre corde a vuoto alla fine del passaggio.

CONSIGLIO DI STUDIO: ogni singola battuta può essere suonata come un singolo groove indipendente. Suonare/studiare ogni battuta singolarmente per poi unirle è una ottima strategia per memorizzare l’intera parte.

La pentatonica è una scala primitiva, può risultare grezza, ma permette di certo i più disparati utilizzi.
E’ una delle prime scale che vengono metabolizzate sullo strumento ed è una grande risorsa anche in ambito jazzistico.

La pentatonica in particolar modo risulta molto efficace nello sviluppo di un fraseggio accattivante, moderno e ricco di tensioni.
Di seguito sono presenti degli esempi (solo alcune delle svariate possibilità!) di come questa scala può essere applicata su diverse tipologie di accordi, mettendo in evidenza importanti note cordali e tensioni naturali o alterate.

Su un accordo “maj7” è possibile suonare una pentatonica costruita sul terzo grado dell’accordo.
Es: Cmaj7 Pentatonica minore di Mi

Su un accordo “m7” possiamo suonare una pentatonica costruita sul suo quinto grado.
Es: Cm7 Pentatonica minore di Sol

Sugli accordi dominanti alterati una delle soluzioni è la pentatonica costruita una terza minore avanti.
Es: C7alt Pentatonica minore di Mib

Anche sugli accordi “7sus4” possiamo impiegare la nostra scala preferita costruita sul quinto grado dell’accordo.
Es: C7sus4 Pentatonica minore di Sol

Un’altra soluzione molto efficace e molto utilizzata sugli accordi “maj7” è la pentatonica minore costruita un semitono sotto! Questa scala enfatizza il carattere “lidio” dell’accordo.
Es. Cmaj7 Pentatonica minore di Si

Il solo registrato è un esempio di applicazione di questa scala su diverse tipologie di accordi in un contesto jazzistico.
A seguire trovate la progressione armonica con l’indicazione delle scale pentatoniche sotto ogni accordo e la trascrizione del brano.

Oggi presentiamo un’intervista a Simona del celebre negozio Elastic Rock, che si trova nella zona di Monteverde a Roma realtà che come leggerete ha avuto una nascita “on the Road” per arrivare ad essere una delle più apprezzate realtà e punto di riferimento per tanti appassionati di Musica anche molto ma molto famosi…..

1) Allora Simona come è nata la Tua passione per la Musica e poi l’idea di aprire un negozio di Musica e ci puoi descrivere brevemente la storia del vostro?

Il nostro lavorare nel mondo della musica è iniziato dalla mia bisnonna, per necessità, diciamo, perché erano gli anni del dopo guerra e insieme al figlio Sergio cioè mio nonno avevano messo un piccolo banco con 78 giri e grammofoni da li mio nonno si è appassionato ed ha aperto un banco a Portaportese dove vendeva vinili di classica jazz e colonne sonore mentre durante la settimana i clienti andavano a casa sua a Piazza Farnese , quando mio padre aveva dieci anni ha incominciato ad andare con lui la domenica…hanno lavorato a Portaportese fino al 2003, due anni dopo la nascita di questo negozio. Tornata da Londra mio padre mi propone di prendere questo negozio era il 2001 mentre intorno al 2010 entra a far parte di Elastic rock anche mio fratello Massimiliano.

2) Siete molto forti anche on line tramite il portale Discogs e la vostra pagina Facebook, oltre ad avere un cliente d’eccezione come il grande Carlo Verdone, come coniugate la vendita on-line con quella al dettaglio?

In questi ultimi due anni le vendite online sul portale Discogs sono aumentate come sono aumentati anche i titoli in cd e vinile che abbiamo messo nella pagina d acquisto……………..il bello di Discogs è che vendi cose che in negozio non venderesti mai perché a noi sconosciute ma all’estero apprezzate e ricercate.

3) Come sappiamo il Mercato del Vinile è rifiorito nell’ultima decade, i giovani sotto i 25 anni comprano i dischi in vinile? Fioriscono le ristampe di dischi storici, il Vinile è ormai una solida realtà che sarà stabile negli anni a venire per Te ? E rimanendo nel campo Vinile, cosa va per la maggiore nel business del vinile, roba vintage o nuove uscite?

La nostra clientela è varia, ma in questi ultimi anni sempre più ragazzi comprano il vinile soprattutto ristampe di musica anni ’70 come Pink Floyd e Deep Purple mentre una piccola percentuale compra le nuove uscite che ormai escono sia in cd che in vinile per esempio Greta Van Fleet, Arcade Fire, Oasis ecc

4) Leggevo che in UK e negli USA sta anche crescendo la richiesta di Musicassetta anche qui da noi si vedrà qualcosa del genere?

No, la musicassetta almeno per ora non ha richiesta almeno nel mio negozio.

5) Il vostro negozio fa anche tantissime offerte su nuovo e usato anche su materiale inciso su CD, potremmo sperare che anche questo supporto in futuro sarà oggetto di Revival?

Già ci sono cd soprattutto edizioni “Japan pressing” e quelli di alta fedeltà che hanno prezzi molto alti e sono ricercati, ma, secondo me, non sarà mai come è stato per il ritorno del vinile

6) Per concludere 3 dischi presenti in negozio per il nostro pubblico di Chitarristi che ti senti di consigliare :)?

Consiglierei Stevie Ray Vaughan e Albert King “In Session”, Greta Van Fleetl (ultimo album) e qualsiasi titolo del mio adorato Fabrizio De Andrè

Grazie mille Simona del tuo contributo e un Saluto a Tutta la Vs “Rock Family”, da tutto il pubblico e lo Staff di www.onlineguitar.it

Alessandro

Questo groove di ispirazione ‘70/‘80 prende spunto dai grandi del funk con riferimenti e sonorità tipiche di chitarristi che hanno fatto la storia di questo genere come ad esempio Prince o più moderni come Mark Lettieri. All’interno si possono trovare svariati elementi tecnici tipici di questo stile.

Vari gli aspetti a cui prestare attenzione:
Battuta 1. Interessanti i due voicing di Dm, il primo D7sus4 ed il secondo, tipico Dm6. Attenzione alla
terzina di semicrome con le ghost notes, che porterà a ribaltare il verso di plettrata.

Battuta 2. Passaggio a G7 sottolineato dal double stop con il tritono dell’accordo. E occhio al leggero palm muting!
Battute 3/4. Il passaggio a cavallo delle due battute tende a simulare l’effetto percussivo simile allo slap bassistico utilizzando la tecnica dell’hybrid picking con la mano destra. Attenzione a percuotere con decisione con gli hammer on sul DO della quinta corda e la ghost note della terza.

Battuta 8. Si passa nuovamente al G7 per poi cadere su l’accordo di A7aug.

Il groove si chiude con un appoggio cromatico all’accordo di A7aug, anche in questo caso sottolineato dal tritono con l’aggiunta della quinta aumentata per poi finire sulla fondamentale dell’accordo al canto.

Per registrare ho utilizzato la seconda posizione dei pickup passando in diretta nella scheda audio utilizzando un plug-in che emula un pre analogico con una compressione spinta ed una equalizzatore, tecnica spesso utilizzata proprio in analogico per ottenere questo tipo di sonorità tipica.
Un Pizzico di chorus e di riverbero ed il gioco è fatto!

Buon divertimento!

BACKING TRACK:

Nuovissimo libro del Maestro Fabio Mariani dedicato all’improvvisazione. Anche questo libro fa parte di una collana e di un percorso didattico ormai collaudato da tanti anni durante le lezioni al conservatorio dove Mariani insegna. Improvvisazione per chitarra ora disponibile su Amazon.

Il primo volume dedicato all’improvvisazione vuole spiegare i concetti essenziali e parte da una premessa che farà da guida a tutto il libro “Improvvisazione e Composizione sono sinonimi. La differenza la fa il tempo a disposizione per elaborare una idea”.

Partendo da questo presupposto Mariani comincia spiegando e facendo degli esempi sulle note target, questo libro a differenza degli altri (Corso Professionale) è più ricco di descrizioni, e sono di sicuro un aiuto per chi è alle prime armi su questi argomenti. Le note target ci porteranno dalle triadi agli arpeggi di settima passando per quello che Mariani definisce disordine melodico e ritmico per creare movimento nelle linee melodiche. Sono tanti gli esempi che vengono proposti per spiegare questo concetto importante.

La parte veramente interessante di questo libro, ma anche degli altri, è che ogni argomento è progressivo e accompagna, chi vuole studiare, con un concetto alla volta dando il tempo necessario di metabolizzare l’informazione e soprattutto di vedere una sequenzialità alle informazioni così da avere un nesso logico a tutto. Non è una cosa così scontata, avere un libro da studiare con concetti ordinati sequenzialmente è assolutamente necessario indispensabile.

Si prosegue con l’approccio cromatico e diatonico che rappresenta un passo avanti rispetto a quanto studiato prima. Una volta affrontati questi aspetti si passa alle cadenze che trasformeranno lo studio in musica e che porterà lo studente a sentire musicale tutto ciò che prima era stato un semplice studio… è anche questa la magia della musica e dello studio!

L’ultima parte definisce lo studio con le forme degli accordi da utilizzare nell’area in cui si suona e questo va a completare il primo volume che sicuramente prenderà molto tempo per acquisire questi concetti che dovranno essere spontanei nel musicista e ritornando alla frase iniziale di Mariani “La differenza la fa il tempo a disposizione per elaborare una idea”. Più si studia, più i concetti vengono assorbiti da noi stessi e dalle nostre mani che sapranno rapidamente tradurre le nostre idee musicali.

In conclusione questo nuovo volume è sicuramente consigliato per chi ama il Jazz ma non solo, infatti note target, (note cordali o note forti al cambio degli accordi) sono concetti che vanno oltre lo stile! Mariani ci propone un ottimo libro ricco di esempi audio (210) e ideale per chi vuole approfondire la scelta delle note quando si improvvisa, non può mancare nella libreria di un chitarrista!

Disponibile nelle librerie e su Amazon.

Nella musica del West Africa la maggior parte dei ritmi fondamentali è basta sulla clave del 6/8, comunemente nota con il nome di Bembe.
Ma cos’è una clave?
La clave è una parola spagnola che significa “Chiave”. La clave è la chiave del ritmo che viene suonato, ovvero lo “scheletro” di una figurazione ritmica.
Vi mostrerò il processo di trasformazione ritmica a partire dalla clave del 6/8 scritta e pronunciata nel tempo di 6/8 a quella espressa invece nel tempo di 4/4.

Come potete notare dal video che ho realizzato, il riff di partenza col pedale di G è costruito esattamente sulla 6/8 afro-cuban clave in un tempo di 4/4 ad una velocità precisa di 120 bpm.

Questa clave funge da importante pilastro in grado di reggere tutto ciò che successivamente ho sovrapposto e che ora andremo ad analizzare.

La prima cosa che ho registrato subito dopo la afro-cuban clave è una frase sviluppata in un periodo di 2 battute denso di terzine, proprio per enfatizzare sul 4/4 il movimento terzinato, percependo sempre quella
scansione tipica del 6/8.

Proseguendo ho inserito una delle clavi più popolari al mondo, ovvero la One-bar clave.
Nel caso specifico del video ho utilizzato una figurazione conosciuta anche come Bombo drum pattern, che nelle musica folcloristica è spesso suonata dalle congas.

A questo punto ho inserito un ulteriore elemento ritmico che funge da portale verso la modulazione metrica, che analizzeremo più avanti.

Ho utilizzato due voicings, alternandoli su un gruppo di terzine immaginandole in un raggruppamento di quattro note, in modo tale da creare una poliritmia del 3 sul 4.

L’ultimo pattern sovrapposto non è altro che un dislocamento del 3 sul 4, ovvero piazzare la prima nota a partire dalla seconda nota della prima terzina avanzando sempre per un raggruppamento di quattro
note.

Noterete che questi ultimi due esempi che ho utilizzato sembrino quasi “infastidire” la percezione del bpm di riferimento, infatti rappresentano la genesi di un una nuova possibile velocità metronomica!

Questo evento è conosciuto meglio come modulazione metrica.
Cos’è la modulazione metrica?
La modulazione metrica è una variazione del bpm derivante dal valore di una nota o dal raggruppamento di più note prima del cambiamento.

In parole povere significa questo:

Percepire, in questo caso, il gruppo di terzine come sedicesimi della nuova e prossima scansione metronomica, in modo tale da formare tre gruppi da quattro.

A questo punto scopriremo che risulterà una differenza metronomica di circa 30 bpm. La velocità successiva sarà quindi di 90 bpm in 3/4.

Ho preso il celebre standard Summertime come esempio da poter utilizzare per far distinguere le diverse interpretazioni del tema su una velocità iniziale di 120 bpm pensata in 6/8 (quindi come se fosse un 12/8 dato che siamo in 4/4) per poi passare tramite la modulazione metrica ad una velocità di 90 bpm in 3/4 (pensando alla scansione del sedicesimo e non più della terzina).

Ho aggiunto anche qualche breve giro di improvvisazione perché è importante capire COME stare sul tempo ogni volta che si effettua il passaggio da una velocità all’altra.

L’obiettivo di questa lezione è sviluppare la giusta percezione metronomica e il proprio Internal Clock, ovvero la propria propulsione ritmica interiore.

Buono Studio

L’esercizio proposto in questa nuova breve lezione è basato sulla combinazione di scale e arpeggi in ambito improvvisativo.

Lo standard scelto è “Stella by Starlight”, costruito su una lunga progressione armonica la cui memorizzazione può essere facilitata proprio grazie ad un simile lavoro. L’andamento “incrociato” (Scala ascendente, Arpeggio discendente e viceversa) di questa attività, una volta assimilati la progressione e le varie diteggiature, deve essere applicato su tutto il manico, partendo da note differenti e poi su altri brani.

Di seguito è presente una breve analisi di alcune soluzioni scelte e delle sostituzioni effettuate.
Nel caso degli accordi “semidiminuiti”, la scala di riferimento è il modo locrio di seconda maggiore (scala costruita sul VI grado della minore melodica). La 9° maggiore ( o 2° ) è tensione naturale dell’accordo semidiminuito.

Es: b. 1 (Em7b5 locrio di seconda maggiore, ovvero Sol minore melodico)

Da notare l’applicazione, a b. 33, dell’arpeggio costruito sulla 3° dell’accordo:

Arpeggio Gmmaj7 = Sol – Sib – Re – Fa#     su   Em7b5 = Mi – Sol – Sib – Re

Oltre a suonare note importanti dell’accordo, mette in risalto proprio la 9° magg. (Fa#)

Sugli accordi “maj7” sono presenti invece il modo ionico e il modo lidio (costruito sul IV grado scala magg).

Anche in questo caso sono presenti arpeggi costruiti sulla 3° dell’accordo.

Arpeggio Gm7 = Sol – Sib – Re – Fa   su Ebmaj7 = Mib – Sol – Sib – Re (anche qui l’arpeggio evidenzia importanti note cordali insieme alla 9° maggiore [Fa] dell’accordo).

Diverse invece sono le varianti sfruttate sugli accordi dominanti a seconda delle alterazioni presenti.

Nella seconda battuta, ad esempio, viene suonato un arpeggio di Sib diminuito discendente (il Si naturale finale è un cromatismo al successivo Do) sull’accordo di A7b9.

Bb° = Sib – Reb (Do#) – Mi – Sol       su A7b9 = La – Do# – Mi – Sol – Sib

A battuta 16, sul D7alt, è inserito invece un arpeggio di Ebm6 in cui sono presenti tutte le tensioni alterate dell’accordo.

La scala di riferimento di un accordo di settima di dominante totalmente alterato è il modo superlocrio, scala costruita sul settimo grado della scala minore melodica (D7alt superlocrio – Eb minore melodico).

Arpeggio Ebm6 = Mib – Solb (Fa#) – Sib (La#) – Do     su   D7alt = Re – Fa# – La# (Sib) – Do – Mib

 

Sono inoltre presenti arpeggi costruiti su 3° e 5° dell’accordo, oltre quelli che partono dalla fondamentale.

Arpeggio Ebmaj7= Mib – Sol – Sib – Re su Cm7 = Do – Mib – Sol – Sib (Re è 9° maggiore)

Arpeggio Gm7 = Sol – Sib – Re – Fa   su   Cm7       (Re, 9° e Fa, 11°, tensioni naturali in risalto)

Es: b. 16   (arpeggio Ebm6)

Es: b. 48 (D superlocrio)

Altri arpeggi ricavati dalla scala minore melodica sono presenti a battuta 18 e 49:

B. 18

B. 49

A battuta 18, su un accordo di G7alt, sono inseriti un arpeggio di Bbm7 e una triade di B+, entrambi appartenenti alla scala di Ab minore melodico (G7 superlocrio).

Nell’altro esempio, invece, troviamo sullo stesso accordo un arpeggio di Bmaj7#5 (costruito sul III grado della scala minore melodica di Ab)

Nelle ultime misure è presente anche la scala ST – T (Semitono- Tono) sugli accordi dominanti.

Es: b. 60

Soluzioni differenti sono invece impiegate sugli accordi dominanti non alterati.

In particolar modo in questi esempi sono utilizzati il modo Lidio Dominante (Scala costruita sul IV grado della scala minore melodica) e l’arpeggio semidiminuito costruito sulla 3° dell’accordo.

A battuta 21 e 22 troviamo infatti un Eb minore melodico (Ab lidio dominante) seguito da un arpeggio di Cm7b5 suonati su un Ab13.

Arpeggio Cm7b5 = Do-Mib-Solb-Sib

Ab13= Lab -Do-Mib-Solb – (Sib-Re-Fa)

Scarica il PDF per la partitura completa! Buono Studio!

 

In questa quinta e ultima lezione sullo stile e le tecniche che hanno reso noto Yngwie Malmsteen e che hanno influenzato migliaia di chitarristi a venire, vi propongo uno studio sul pivoting con sonorità barocche che vengono spesso emulate da dozzine di chitarristi anche molto recenti.

Con la tecnica del pivoting si sceglie una cellula melodica solitamente di due note che viene poi spezzata ad ogni ripetizione da note provenienti da scale o arpeggi. Questa tecnica era utilizzata soprattutto dal compositore barocco J.S. Bach, ma anche in alcuni capricci del virtuoso N. Paganini e come ogni lick tipico dello svedese conferisce al brano o al solo un gusto prettamente neoclassico.